A chi giovano i tagli

A chi giovano i tagli

Elisa Maria Giannetto
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Europa e Cina approfittano del calo delle forniture provenienti dal Medio oriente e spingono le esportazioni di petrolio ai massimi livelli

Da un lato i tagli alla produzione di petrolio decisi dall’Opec, dall’altro la massima quota di barili che dal Mare del Nord e dall’Azerbaigian viaggiano verso l’Asia. Così l’Europa e la Cina sembrano viaggiare in controtendenza, decidendo di incrementare le esportazioni fino a 22 milioni di barili nell’ultimo mese. Una cifra da record che secondo la Reuters dimostra la volontà di voler bilanciare quella quota di offerta di petrolio che il Medio oriente, sotto l’egida dell’accordo Opec, non potrà garantire nel corso del 2017. "L'Asia ha bisogno di petrolio e l'Europa può soddisfare questo bisogno- spiega un’analista della Reuters- inoltre i tagli decisi dall’OPEC per sostenere i prezzi, rendono più redditizie le esportazioni di petrolio europeo verso l’Asia". Un’opportunità che le compagnie petrolifere non vogliono mancare. Come evidenzia una ricerca condotta da Wood Mackenzie, le principali aziende del settore sono disposte a spendere di più nel 2017 e hanno in programma di sviluppare più del doppio dei grandi progetti, quelli da più di 50 milioni di dollari, rispetto allo scorso anno. L’ottimismo che si respira nasce dalle previsioni di un aumento del prezzo del petrolio di oltre il 20%, arrivando verso i 55 dollari al barile. I progetti che vedranno la luce prima degli altri sono quello sul largo di Guyana e i progetti nelle acque profonde del brasile e del Golfo del Messico. Anche se ''il campo di battaglia più conteso è ad est di Suez", dichiara John Driscoll, consulente energetico della JTD Energy Services, punto di snodo tra Europa, Medio Oriente e Asia.