Davos, Xi difende la globalizzazione

Davos, Xi difende la globalizzazione

Editorial Staff
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Il primo presidente della Repubblica Popolare Cinese a salire sul palco del World Economic Forum in Svizzera: ''Non è il capro espiatorio di tutti i problemi del mondo''

La prima giornata del World Economic Forum ha un solo protagonista: è Xi Jinping, il primo presidente cinese a salire sul palco di Davos. È lui che apre l’evento – quattro giorni in cui si riuniscono 3.000 leader mondiali per discutere di temi economici, umanitari, sociali – con un discorso incentrato quasi interamente sulla globalizzazione. ''La globalizzazione non è il capro espiatorio di tutti i problemi del mondo'', ha affermato Xi, aggiungendo che anche se ''l’economia globale rimane deludente ed è difficile mantenere una crescita sostenibile'' i motori della crescita ''devono emergere'' assieme a un nuovo sentiero che ''rimane sfuggente''. Dunque, bisogna “riequilibrare la globalizzazione'', renderla ''più forte, più inclusiva, più durevole'' e ''non serve condannarla come il problema del pianeta. Ogni tentativo di frenare gli scambi commerciali le tecnologie e i prodotti sarebbe un impossibile ritorno indietro nella storia''.

Il punto di vista cinese

La #globalizzazione non è il capro espiatorio di tutti i problemi del mondo, ha affermato #Xi a #Davos

Il presidente cinese ammette che anche in Cina inizialmente la globalizzazione non veniva vista di buon occhio: ''Un tempo anche la Cina aveva dubbi sulla globalizzazione, ma siamo arrivati alla conclusione che l’integrazione è un trend storico''. La Cina, ha continuato Xi, ha imparato a nuotare ed è stata ''la scelta strategica giusta: l’economia globale è il mare da cui non si può scappare''. Xi Jinping attacca anche il ritorno del protezionismo: ''Perseguire il protezionismo è come chiudersi in una stanza buia'', dicendosi contrario all’apertura di guerre commerciali. ''Nessuno emergerà come vincitore'', ha spiegato. Xi ha anche assicurato che la Cina non ha intenzione di aumentare la propria competitività svalutando il renminbi, la valuta nazionale. Il discorso del presidente cinese sulla globalizzazione è stato letto da molti come un monito al neo presidente USA, Donald Trump, che si insedierà venerdì alla Casa Bianca. Per questo il consigliere di Donald Trump, Anthony Scaramucci, presente al Forum di Davos, si è affrettato a dichiarare ''Non penso che gli Usa né la Cina vogliano una guerra commerciale.Trump al contrario potrebbe essere la salvezza della globalizzazione. È solo necessario rivedere il modello degli accordi asimmetrici firmato negli anni Settanta''. Scaramucci ha aggiunto anche che ''Trump è un grande leader e riuscirà ad avere con tutti ottime relazioni''.

L'accordo sul cambiamento climatico

Anche il clima è stato un tema importante nel discorso del presidente cinese: ''L’accordo di Parigi è un passo avanti magnifico, tutti i firmatari dovrebbero rispettarlo''. Si tratta, ha aggiunto Xi, di una ''responsabilità che dobbiamo assumere per le prossime generazioni''.

Xi Jinping attacca anche il ritorno del protezionismo: ''Perseguire il protezionismo è come chiudersi in una stanza buia'', dicendosi contrario all'apertura di guerre commerciali